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Camminare verso le stelle: i sentieri per la notte di San Lorenzo

· 03/08/2026 16:32
Camminare verso le stelle: i sentieri per la notte di San Lorenzo

La notte del 10 agosto conviene puntare alto ma semplice: prati ampi, mulattiere di malga, passi con vista larga e rientro facile. In breve: Passo Giau, Alpe di Siusi, Colle del Nivolet, Alpe Devero, Lignan-Saint-Barthélemy. Partenza al crepuscolo, luci rosse, soste lunghe al buio. Così le scie brillano davvero.

La serata giusta, secondo gli anziani

Nelle valli alpine si usciva dopo cena, in silenzio. Una coperta di lana, pane e zucchero, una giacca pesante anche d’agosto. Si saliva a un dosso conosciuto, lontano dai fienili. Le luci di casa si spegnevano tutte. Si stava sdraiati, spalle a un masso tiepido del giorno. I più pratici portavano una candela schermata per non perdere il sentiero al ritorno. Nessuno fissava un punto: lo sguardo correva lento, a ventaglio.

Tradizione e pratica: cosa resta e cosa no

Il rito della coperta funziona ancora: isolarsi dal terreno evita di raffreddarsi e aiuta a restare fermi più a lungo. Spegnere le luci resta cruciale per ridurre l’Inquinamento luminoso. La notte dopo mezzanotte è la finestra migliore: il radiante delle Perseidi è alto e le scie aumentano. Non serve il telescopio: l’occhio nudo, adattato al buio per 20-30 minuti, è lo strumento più efficace. Dove sbagliava la tradizione? Le candele: oggi la luce bianca rovina la visione notturna. Meglio frontale con LED rosso. E il “sasso caldo” aiuta un po’, ma contano di più strato termico, cappello e vento sotto controllo. La tradizione aveva ragione sul quando; sbagliava sul perché.

Dove andare: 5 sentieri sicuri e bui

  • Passo Giau (Dolomiti, BL): parcheggio in quota, prati larghi verso i Lastoi. Seguire la traccia verso Forcella Giau e fermarsi ai primi pianori. Dislivello minimo, rientro identico. Panorama a 360°.
  • Alpe di Siusi – Bullaccia: strade poderali ampie, malghe come punti di riferimento. Fermarsi lontano da alberghi e illuminazione. Ampio cielo aperto, terreno dolce.
  • Colle del Nivolet (Gran Paradiso, TO): altopiano d’alta quota. Cammino breve lungo la strada di servizio e le sponde dei laghi. Verificare orari di accesso e navette. Vento possibile: portare strati seri.
  • Alpe Devero (VB): dalla piana alla zona Pianboglio o Lago delle Streghe su mulattiera evidente. Trovare un dosso prato-lastroni fuori dai boschi. Rientro facile, attenzione all’umidità notturna.
  • Saint-Barthélemy – Lignan (AO): valle nota per il cielo scuro. Sentiero verso il Colle di Saint-Panthaleon o radure vicino all’osservatorio, senza avvicinarsi alle strutture. Perfetta per chi prova la prima volta.

Regola fissa: scegliere percorsi conosciuti o palesi, senza tratti esposti. Evitare creste affilate e pietraie instabili. Restare su piste di malga o sentieri CAI segnati, con rientro sulla stessa traccia.

Come prepararsi: equipaggiamento minimo

  • Luce rossa: frontale con modalità rossa e intensità bassa. La bianca solo in emergenza.
  • Strati: base traspirante, pile, guscio antivento. Cappello leggero e guanti sottili.
  • Seduta: materassino pieghevole o coperta isolante. Evita il freddo che sale dal suolo.
  • Scarpe: trekking a suola scolpita. Evitare suole lisce da città.
  • Orientamento: traccia offline e batteria al 70% minimo. Power bank piccolo, fischietto, mini kit con cerotti e termocoperta.
  • Termos e snack: acqua, tisana calda, carboidrati semplici. L’acqua zuccherata delle nonne, oggi, è gel a lenta assimilazione.
  • Tempo: meteo stabile, niente temporali serali. Vento e umidità contano più della temperatura prevista.

Muoversi al buio: l’errore che fanno quasi tutti

Errore comune: illuminare tutto. La luce forte appiattisce i contrasti, stanca l’occhio e cancella le stelle. Usa il rosso e cammina piano, passi corti, bastoncini regolati bassi. Pause ogni 15 minuti per riadattare la vista. Non tagliare i tornanti in discesa. Niente cuffie: serve sentire animali, persone e acqua vicina. Sosta su dossi erbosi, non in fondovalle umido. Evita crinali ventosi: il freddo rovina la serata più del chilometraggio.

Quando e dove guardare

Arriva in postazione entro le 22, spegni tutto e attendi. Dopo mezzanotte il flusso aumenta. Non fissare il radiante: tienilo a lato del campo visivo, 40-60° più in là. Se la Luna è presente, schermala col cappuccio o un albero. Cronometra 30 minuti di buio completo: vedrai molto di più di chi accende e spegne la torcia.

Cosa non fare, questi giorni

  • Non accendere fuochi, nemmeno piccoli: rischio e sanzioni.
  • Non entrare in recinti di malga o avvicinare mandrie e cani da guardiania.
  • Non calpestare zone umide e fioriture d’alta quota: resta sui sentieri.
  • Non usare droni notturni: disturbo e divieti in aree protette.
  • Non lasciare rifiuti, nemmeno “biodegradabili”.
  • Non improvvisare se non conosci il rientro al buio: segna punti chiave all’andata.

Chiusura

Da ragazzo, sul Sentiero Italia con mio fratello, ho imparato che la notte è maestra di semplicità: poco peso, passi certi, silenzio. San Lorenzo chiede questo. Un sentiero facile, una giacca calda, luci rosse. Il resto lo fa il cielo.