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Coltello multiuso in montagna: i modelli davvero utili secondo gli escursionisti esperti

Enrico Cammellidi Enrico Cammelli· 30/07/2026 17:53
Coltello multiuso in montagna: i modelli davvero utili secondo gli escursionisti esperti

Chi sale in quota nelle prossime settimane, con l’arrivo dell’estate e sentieri sempre più frequentati, si chiede quale coltello multiuso portare e perché. A chi serve davvero (escursionisti, biker, alpinisti), dove e quando usarlo (dalla manutenzione al bivacco), cosa deve avere per essere affidabile (lama, blocco, utensili), e quanto deve pesare per non diventare un fardello: ecco le risposte raccolte sul campo, fra Prealpi e Dolomiti, ascoltando guide e appassionati che il multiuso lo impiegano ogni weekend.

Perché portarlo nello zaino (e quando no)

Il multiuso è il coltellino di servizio: apre imballi, taglia cordini, aiuta a sistemare un’imbragatura, rifila un cerotto, prepara un panino in quota. Nelle notti in rifugio torna utile per piccoli lavoretti; in bici e in ferrata tampona rotture di fibbie, fascette e placchette.

«Non è un feticcio: serve quando ti risolve un problema in due minuti», riassume Marco F., istruttore di escursionismo. L’obiettivo è prevenire inconvenienti e ridurre i tempi d’esposizione in ambienti freddi o ventosi, dove mani e lucidità calano rapidamente.

Non è invece lo strumento per scopi impropri: niente leva su roccia, niente “ramponi improvvisati”, niente lancette trasformate in cacciaviti. In emergenza, resta una risorsa di supporto all’autosoccorso, ma il riferimento resta il Soccorso Alpino.

Criteri di scelta: lama, utensili, peso e sicurezza

Un buon multiuso da montagna deve mettere in fila alcune priorità. In ordine d’importanza:

  • Lama affidabile: liscia per taglio pulito su cibo, medicazioni e cordini; seghettata più aggressiva su fibre e materiali bagnati. Una combinata è l’optimum per molti.
  • Sistema di blocco: un lock sicuro (liner/back lock) evita richiami sulla nocca e incidenti con mani fredde o guanti.
  • Utensili utili davvero: forbicine per nastri e vesciche, seghetto per legnetti bagnati e fascette, cacciaviti a croce e piatto, pinzetta, alesatore per fori d’emergenza. Le pinze integrate fanno la differenza nelle riparazioni.
  • Ergonomia e grip: fodero o clip, texture antiscivolo, possibilità di apertura a una mano, usabilità con guanti.
  • Acciai e resistenza alla corrosione: inox “onesto” per tutti; acciai ad alta resistenza alla ruggine se frequentate ambienti umidi o nevosi persistenti.
  • Peso e ingombro: sotto i 100 g per trekking veloci; fino a 200–250 g se includono pinze e più utensili. Valutate dove lo terrete: tasca, spallaccio, cintura.

Se puntate al classico, il riferimento culturale e funzionale resta il Coltello svizzero: piattaforma stabile, utensili collaudati, manutenzione semplice.

I modelli che gli esperti usano davvero

Dopo decine di uscite fra Prealpi Venete e Dolomiti, e interviste a guide e istruttori, quattro famiglie di multiuso spiccano per rapporto utilità/peso.

  • Classico compatto a 2–4 strati: il “coltellino rosso” con lama, forbici, cavatappi/apribottiglie, alesatore e piccolo seghetto è lo standard per trekking estivo e rifugio. Esempi diffusi includono modelli tipo Spartan (leggero e sufficiente per il 70% dei casi) o Huntsman (con seghetto, ottimo per legnetti bagnati e pioli). Pro: versatilità, affidabilità, reperibilità di ricambi. Contro: assenza di pinze; blocco lama non sempre presente.
  • Multitool con pinze: la scelta degli organizzatori di gruppo e dei biker. Strumenti come Wave+ o Skeletool integrano pinze a becchi, tronchesina, cacciaviti intercambiabili, lama bloccabile. Pro: riparazioni rapide a moschettoni, fibbie e componenti bici; apertura a una mano sui modelli recenti. Contro: peso nella fascia 140–240 g; più manutenzione e costo.
  • Pieghevole ultraleggero da taglio pulito: un semplice pieghevole inox con blocco (il classico Opinel No.8 Inox con anello di sicurezza, per esempio) è il preferito dagli amanti dello zaino minimal. Pro: taglio eccellente su alimenti e nastri, peso intorno ai 45–50 g. Contro: zero utensili; richiede più attenzione con mani bagnate.
  • Rescue/tagliafuni per ambienti umidi: lama seghettata, punta arrotondata, foro per laccetto; acciai particolarmente resistenti alla corrosione. Nasce per canyoning e coste, ma torna utile anche su neve bagnata e pioggia persistente. Pro: taglio rapido di fettucce e corde in tensione; sicurezza della punta. Contro: poco adatto a preparazioni alimentari; costo superiore.

La regola condivisa dagli esperti è semplice: adeguare il multiuso al contesto. Per una due giorni in rifugio, il classico compatto copre il 90% delle esigenze; su vie ferrate e bikepacking, le pinze diventano insostituibili; in ambienti piovosi o umidi, la lama seghettata anticorrosione conquista il suo spazio.

Manutenzione: piccole cure che fanno la differenza

Un multiuso efficiente richiede attenzioni minime ma costanti. Dopo pioggia o neve, sciacquate con acqua tiepida, asciugate bene, lubrificate con una goccia di olio minerale su snodi e blocchi. Evitate sabbia e fango negli snodi: lavorano come carta vetrata.

L’affilatura dev’essere regolare: una pietra fine o un affilatore tascabile bastano. Per le seghettature, usate lime coniche dedicate. Se lo impiegate per cibo e medicazioni, tenete separata una salvietta alcolica per pulire lama e forbicine prima dell’uso sanitario.

Infine, controllate periodicamente le viti dei multitool con pinze e verificate l’integrità di clip e fodero. Meglio scoprire un allentamento a casa che perdere lo strumento su un traverso.

Checklist rapida per discipline diverse

  • Trekking estivo leggero: classico a 2–3 strati con lama liscia, forbici e alesatore; sotto i 100 g; posizionato nello spallaccio per accesso immediato.
  • Vie ferrate e bikepacking: multitool con pinze, lama bloccabile, cacciaviti e tagliafili; clip da cintura o tasca cargo. Considerate una mini-fascetta avvolta al fodero.
  • Uscite umide o neve primavera: rescue con seghettatura e laccetto; attenzione alla pulizia post-uscita per evitare corrosione.
  • Bivacco e cucina: pieghevole da taglio pulito o classico con seghetto; panno in microfibra dedicato a uso alimentare.

Due note finali sulla sicurezza: usate il multiuso solo da fermi e su appoggio stabile; mantenete distanza dagli altri quando aprite o segate. Portate sempre un cerotto a farfalla nel kit: è il compagno naturale di ogni lama.

In montagna vince l’essenziale: pochi utensili ma giusti, meccaniche affidabili, manutenzione regolare. E la consapevolezza che un attrezzo tascabile, scelto bene, può farvi risparmiare tempo e problemi quando il meteo stringe e il sentiero non concede seconde chance.

Enrico Cammelli
Enrico Cammelli

Enrico ha trascorso gli anni universitari fra le Prealpi Venete, esplorando ogni estate nuovi percorsi con la sua fedele mountain bike. Da allora organizza weekend escursionistici e recensisce i migliori itinerari per chi vuole avvicinarsi all'alpinismo in modo sicuro e avventuroso.