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Impugnatura dei bastoncini in quota: il grip che ti salva sui tratti ghiacciati

Sonia Verrinidi Sonia Verrini· 26/08/2026 15:44
Impugnatura dei bastoncini in quota: il grip che ti salva sui tratti ghiacciati

Per restare in piedi sui tratti ghiacciati serve una presa bassa e ferma: accorcia l'impugnatura, usa il lacciolo come freno elastico, appoggia le punte perpendicolari e tieni il baricentro sotto controllo. È la combinazione più efficace e rapida.

Perché il grip decide la tua stabilità

Sul ghiaccio la forza non basta. Conta come trasferisci peso e micro-correzioni al terreno.

  • Baricentro basso: impugnare più in basso avvicina la spinta al piano del suolo.
  • Treppiede dinamico: due piedi + un bastoncino ben piantato creano una base stabile nelle fasi critiche.
  • Feedback tattile: una presa asciutta e continua anticipa lo scivolamento.
  • Protezione dal freddo: scegli materiali che non irrigidiscono la mano; il wind chill amplifica la perdita di sensibilità Wind chill.

Tecnica di impugnatura: tre mosse che funzionano

  1. Lacciolo “dal basso”: infila la mano dal basso, poi afferra la manopola e regola il nastro in modo che sorregga il polso senza tagliare la circolazione. Così scarichi parte del carico senza stringere a morsa.
  2. Choke-up (accorciare la presa): quando trovi vetro vivo, scendi con la mano 3–6 cm lungo la prolunga o sul fusto. Riduci il braccio di leva, controlli meglio l'appoggio e assorbi le vibrazioni.
  3. Punta a 90° e micro-passetti: pianta la punta perpendicolare alla lastra; spingi poco, usa passi corti e cadenzati. Evita rotazioni del polso: accompagna con l'avampiede.

Tutto funziona se l’attrezzatura è coerente: manici che non scivolano, punte in carburo integre e blocchi che non cedono. Se hai dubbi, ripassa i criteri essenziali su come valutare durata e sicurezza dei bastoncini prima di affrontare i traversi gelati.

Gestione del lacciolo

  • In discesa ripida: allenta un filo per liberare il polso in caso di inciampo.
  • Su traversi ghiacciati: regola per sentire un “freno” morbido in trazione, senza costringere.
  • Tratti esposti: se temi che il bastoncino possa incastrarsi, meglio sfilare una mano dal nastro e privilegiare la libertà di movimento.

Impugnature: materiali e forme

La manopola è l'interfaccia tra nervi e terreno. Scegli materiali che restano grippanti al freddo e con guanti umidi.

MaterialeAderenza con guanti bagnatiIsolamento al freddoNote
Schiuma EVABuonaBuonoLeggera, non assorbe troppo; comoda con prolunghe sul fusto
SugheroOttimaOttimoCaldo, piacevole; richiede cura per durata
GommaOttimaDiscretoGrip alto anche bagnata; può risultare fredda e rigida

Guanti: l'interfaccia che non tradisce

  • Palmo strutturato: pelle goffrata o inserti siliconici aumentano l'attrito.
  • Layering: un sottile sovraguanto antivento preserva calore senza perdere sensibilità.
  • Manico asciutto: spazza via neve/ghiaccio dalla manopola per evitare film scivoloso.

Errori comuni (e come evitarli)

  • Lacciolo troppo stretto: addormenta la mano e ritarda i riflessi. Regola spesso.
  • Punta inclinata in discesa: se “gratta” in diagonale, la piastra può slittare. Cerca sempre la perpendicolare alla superficie.
  • Impugnare alto sul traverso: porta la mano a valle più in basso; riduci la leva e togli coppia al polso.
  • Affidarsi al bastoncino su vetro vivo: se la punta non morde, cambia tattica. Bastoncini non sostituiscono ramponi o ramponcini.

Quando fermarsi e cambiare strategia

Davanti a ghiaccio vivo spesso, pendenza sostenuta o rigelo mattutino su tratti esposti, la prudenza vince. Le buone pratiche raccomandate in ambito UIAA ricordano che l'attrezzo giusto al momento giusto salva energia e rischi.

Verifica se è il caso di montare ramponcini o di proseguire con picozza leggera. Per piccole emergenze (vite del cestello lenta, punta che si allenta), porto sempre uno strumento multiuso davvero utile in montagna: pesa poco e risolve micro-problematiche sul posto.

Micro-check in 30 secondi

  1. Punte: il carburo è integro e affilato?
  2. Lacciolo: sostegno senza bloccare il flusso sanguigno.
  3. Guanti: palmo asciutto e grippante.
  4. Ritmo: passo corto, cadenza costante.
  5. Via di fuga: identifica sempre una zona sicura dove “sederti” in caso di scivolata.

Un aneddoto dalla cresta del mattino

Sulla forestale ghiacciata sopra il lago di Tovel, con una classe di liceo, il primo traverso era una lastra. Un ragazzo tremava: mano alta, lacciolo stretto, punta di sbieco. Gli ho fatto accorciare la presa e piantare a 90°. Tre passi dopo, il sorriso era tornato. La tecnica, allenata, fa miracoli—anche quando l'aria punge.

In sintesi:

  • Accorcia la presa e usa il lacciolo come supporto elastico.
  • Punta perpendicolare e micro-passetti per non perdere aderenza.
  • Materiali giusti: sughero/EVA per calore, gomma per grip con bagnato.
  • Limiti chiari: se la punta non morde, passa a ramponcini o cambia itinerario.

La montagna premia chi sceglie linee sicure, si ferma quando serve e lascia solo impronte leggere. Proteggi l'ecosistema, proteggi te stesso: il grip inizia nella testa, poi nelle mani.

Sonia Verrini
Sonia Verrini

Sonia, cresciuta tra i monti del Trentino, è la voce giovane del gruppo: ha iniziato a organizzare eco-trekking per studenti e famiglie e promuove un approccio sostenibile alla montagna, condividendo suggerimenti pratici e aneddoti personali su incontri indimenticabili lungo il cammino.